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domenica, giugno 29

EstrattoSemicaoticoDellaRete

La rete è un'invenzione dell'uomo? No, non credo. E' più probabile che l'uomo sia l'invenzione della rete, naturalmente in senso comunicativo. L'uomo si re-immagina e si analizza attraverso le proprie rappresentazioni, delle volte migliorandosi, altre rendendosi peggiore di quel che è. Questa è un atomo nello stagno di quelle rappresentazioni, ora divertenti, ora amare, di quello che l'uomo dice di sè; attenzione, ho detto dice, non è. Assaggiate questi due piatti, se vi faranno pensare o semplicemente vi divertiranno sarà un bene. Se avete riflessioni o critiche sulla scelta dei video che potrebbero avvicendarsi fatelo sapere a chi vi circonda. Un modo? LASCIATE UN COMMENTO! CONDIVIDETE LA VOSTRA OPINIONE, SUGGERITE, PARTECIPATE!!!

mercoledì, giugno 25

Casuali interconnessioni col nulla......Dentro una calda giornata d'inverno di me.





















































La chiave senza porta non ha senso

Chi trova la porta cercherà la chiave, sempre. Non esiste porta senza chiave che possa aprirla. La rondine rossa è volata via e nel suo silenzioso danzar ha lasciato una traccia d'ala sul verde fogliame . La bianca chiave e di rosso vestita.

martedì, giugno 24

Rondine rossa...

Questo è un messaggio per la rondine rossa. Le rose sono sbocciate, le margherite hanno freddo. Sollevate il coperchio...

domenica, giugno 22

Peppino Impastato

E' vero...
Il nostro fare ci sopravvive
; e se la semina è buona quei frutti nutriranno chi verrà dopo di noi.
Incendiare ogni nostro agire con il fuoco di cui siamo dotati, per incendiare il mondo delle nostre parole. Dovremmo essere quì per portare la fiamma che ogni artista forma e modella come desidera, dovremmo essere quì non per dimostrare, ma per mostrare come si fa a vivere di quel calore.

venerdì, giugno 20

Opere sparse 3

Quest'arte è una cosa strana; un po' come fosse simile alla musica e alla pittura diventa un riflesso stesso della mente di chi la produce o da chi se ne lascia guidare. Non esiste di per se un modo migliore o peggiore di farlo, bensì bisogna farlo e basta, nel modo migliore possibile. Seguendo un proprio percorso, anche se spesso difficoltoso, si giunge prima o poi da qualche parte, anche se non sempre si è soddisfatti del panorama che si scopre giunti fino in cima. Così, si fa un sospiro e ci s'incammina verso un'altra collina, o addirittura un monte, sperando che il panorama da li sia migliore di quello che ci si lascia alle spalle. Non vi è più bella cima di quella raggiunta con i propri piedi, non vi è panorama migliore di quello guadagnato con il prodotto del proprio cuore.





mercoledì, giugno 18

Impronte sfuggenti

Sono solo impronte scartate che voglio condividere con tutti coloro che vengono a crogiolarsi all'ombra di questo posto. Scartati è una parola grossa, bensì sono esseri destinati ad altre opere; soggetti in viaggio per una strada migliore.


martedì, giugno 17

...Riflessi d'autore
























Ci sono personaggi di cui non riesci a liberarti; un pò come se fossero capaci di inseguirti ovunque si vada.
Alcuni probabilmente hanno davvero qualcosa da dire, altri, la maggior parte di loro a dire il vero, sono tali e quali a noi: sopravvivono di espedienti pur di esistere un giorno in più. Sanno che l'unico modo che hanno di vivere è attraverso le mani, la mente ed il cuore dell'autore. Mi chiedo se siamo noi a concedere loro di vivere, o se siano loro che ci permettono di rappresentarli?

lunedì, giugno 16

Mondoquadro
























...E se fossimo gente nata per rendere il mondo più rotondo?
Saremmo pronti a reggere il peso di questa responsabilità?

domenica, giugno 15

Delle volte disegno sul bagnasciuga, dimenticando che prima o poi arrivano le onde...

...che cancellano tutto! Devo decidermi a cambiare supporto, accidenti!

sabato, giugno 14

Consigli come noci

Talvolta i consigli sono come noci. Per ricavarne qualcosa di nutriente bisogna rompere la scorza esterna e tirarne fuori il frutto e farlo proprio, magiandolo e digerendolo.

venerdì, giugno 13

Il solo ed unico...
























il solo ed unico motivo di vivere è lo scopo stesso e la motivazione dello scintillare dei miei occhi al suo solo pensiero.
Non ho compreso ancora la sua forma, ma ad ogni scheggia, ad ogni piccolo disegno scolpito sulla carta il suo divenire si realizza in me, e mi pare di scorgerne la luce lontana. E mentre sogno una frase si realizza in me: "Non è nelle linee che troverai lo spirito, nè nel colore; ma è nel suono che avverti in te quando esse ti attraversano che scorgerai ciò che cerchi".

Opere sparse 2

sabato, giugno 7

Parole immortali per uomini a tempo

L'invenzione dell'arte tipografica è stata una gran brutta trovata! La natura aveva saggiamente disposto che le sciocchezze degli uomini fossero passeggere, ed ecco che i libri le rendono immortali (Charles de Montesquieu)

venerdì, giugno 6

Ozzzzz! Cogito Ergo sum

Vi è mai capitato di aver scritto un semplice pensiero su un foglietto volante, o magari di avere fatto un disegno, preso un appunto anche solo appena schizzato sul retro di un taccuino? Vi capita di dire fra voi che quell' idea ha certamente bisogno di aggiustamenti e correzioni? Così scartiamo temporaneamente quegli spunti, magari rimandando le modifiche a tempi migliori.
Accade anche che, magari dopo qualche tempo si ritorna a quell' idea che era stata scartata in passato, e di voler riprendere quei vecchi appunti; ma nonostante si metta a soqquadro tutta la casa per trovare quei vecchi scarabocchi, ci si rende conto che quei foglietti sono semplicemente “spariti”!
Questa è la storia di quegli appunti, di quelle storie che forse non verranno mai realizzate; questa è la storia del luogo dove quelle idee, dopo un lungo viaggio, infine giungono.







"Animae"







"Il pozzo dei randagi"

È nella notte che giungono certi foschi pensieri.
Vagano fra le mie veglie incerte e barcollanti ed i miei sonni tremolanti e gelidi.
Tutti quei pensieri senza nome prendono forma quando mi capita di notare dentro questa strana foresta di pietre e colori quelli come voi, cosi comodamente immersi in quei caldi abiti fatti di certezze, con quei sorrisi senza fame ne desideri alcuni se non per ciò che vi è superfluo.

Quando incrocio i vostri passi mi capita spesso di seguirvi un po’, lo faccio per assaporare quella vostra tristezza mascherata di felicità, per rubarla magari.
Seguendo le tracce che lasciate non immaginereste mai ciò che quelli come me vedono di voi.
Chi sono quelli come me? Forse avvolte notate un’ombra sul marciapiede, un cattivo odore accanto ai vostri passi, delle volte vi sarà certamente capitato di notare degli occhi sorridenti nella polvere; ecco, quelli siamo noi.
Ai vostri occhi come un’altra razza, lontana, come mescolata tra i grigi dissapori del mondo. Immaginateci come in fondo ad un pozzo profondo, “un pozzo pieno di randagi”, come lo chiamo io. Solo chi è capace di sporgersi pericolosamente può notarci, talvolta aiutarci.
Forse credete che un sorriso o una mano possano sollevarci da ogni sofferenza, li vedo i vostri volti soddisfatti mentre ci donate le vostre briciole di pane, la sento la vostra pace spesso decadente. Vi siete mai chiesti se questo nostro dolente destino si nasconda ai vostri così limitati sensi in quei luoghi dove non riuscite a vederci?
Continuo a guardarvi dal fondo del pozzo dei randagi, quel freddo, incerto, dolorosamente sincero, orribile e meraviglioso luogo intriso di calde giornate di brevi estati quanto di fredde e lunghe nottate d’inverno; mi piace guardarvi mentre tendete una mano d’aiuto per soddisfare il vostro appetito di soddisfazione. Siete così incapaci di sporgervi abbastanza da notarci, così vicini, ma così eternamente lontani. Guardate i vostri sconfinati campi di marmo e luci cangianti, continuate ad ascoltare le urla di chi lo abita, così facendo non sentirete mai le silenziose voci che dal buio di quel lontano pozzo urla e si dispera per una sola mano immersa nell’oscuro fuoco incapace di riscaldar la notte delle nostre vite.


giovedì, giugno 5

Uomini comuni per tempi incredibili.

...
La legge dell'Ottava lega gli atomi alle stelle, le cellule alle galassie,
così che l'Onda di vita risuona nell'Universo in un'armonia divina,
in una sinfonia cosmica che Pitagora chiamò: "la musica delle sfere". Soliti e stroboscopici pensieri di vuoti riempiti...
Gli uomini comuni osservano le cose nuove con occhi vecchi, gli uomini creativi osservano le cose vecchie con occhi nuovi. Benvenuti in questo blog senza forma ne' colore, benvenuti sotto la fronda di questa nera quercia.