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domenica, giugno 29
EstrattoSemicaoticoDellaRete
mercoledì, giugno 25
La chiave senza porta non ha senso
martedì, giugno 24
Rondine rossa...
domenica, giugno 22
Peppino Impastato
E' vero...Il nostro fare ci sopravvive; e se la semina è buona quei frutti nutriranno chi verrà dopo di noi.
Incendiare ogni nostro agire con il fuoco di cui siamo dotati, per incendiare il mondo delle nostre parole. Dovremmo essere quì per portare la fiamma che ogni artista forma e modella come desidera, dovremmo essere quì non per dimostrare, ma per mostrare come si fa a vivere di quel calore.
sabato, giugno 21
venerdì, giugno 20
Opere sparse 3


mercoledì, giugno 18
martedì, giugno 17
...Riflessi d'autore

Ci sono personaggi di cui non riesci a liberarti; un pò come se fossero capaci di inseguirti ovunque si vada. Alcuni probabilmente hanno davvero qualcosa da dire, altri, la maggior parte di loro a dire il vero, sono tali e quali a noi: sopravvivono di espedienti pur di esistere un giorno in più. Sanno che l'unico modo che hanno di vivere è attraverso le mani, la mente ed il cuore dell'autore. Mi chiedo se siamo noi a concedere loro di vivere, o se siano loro che ci permettono di rappresentarli?
lunedì, giugno 16
Mondoquadro
domenica, giugno 15
Delle volte disegno sul bagnasciuga, dimenticando che prima o poi arrivano le onde...
sabato, giugno 14
Consigli come noci
venerdì, giugno 13
Il solo ed unico...

il solo ed unico motivo di vivere è lo scopo stesso e la motivazione dello scintillare dei miei occhi al suo solo pensiero. Non ho compreso ancora la sua forma, ma ad ogni scheggia, ad ogni piccolo disegno scolpito sulla carta il suo divenire si realizza in me, e mi pare di scorgerne la luce lontana. E mentre sogno una frase si realizza in me: "Non è nelle linee che troverai lo spirito, nè nel colore; ma è nel suono che avverti in te quando esse ti attraversano che scorgerai ciò che cerchi".
mercoledì, giugno 11
sabato, giugno 7
Parole immortali per uomini a tempo
venerdì, giugno 6
Ozzzzz! Cogito Ergo sum
Vi è mai capitato di aver scritto un semplice pensiero su un foglietto volante, o magari di avere fatto un disegno, preso un appunto anche solo appena schizzato sul retro di un taccuino? Vi capita di dire fra voi che quell' idea ha certamente bisogno di aggiustamenti e correzioni? Così scartiamo temporaneamente quegli spunti, magari rimandando le modifiche a tempi migliori.
Accade anche che, magari dopo qualche tempo si ritorna a quell' idea che era stata scartata in passato, e di voler riprendere quei vecchi appunti; ma nonostante si metta a soqquadro tutta la casa per trovare quei vecchi scarabocchi, ci si rende conto che quei foglietti sono semplicemente “spariti”!
Questa è la storia di quegli appunti, di quelle storie che forse non verranno mai realizzate; questa è la storia del luogo dove quelle idee, dopo un lungo viaggio, infine giungono.

"Il pozzo dei randagi"
Vagano fra le mie veglie incerte e barcollanti ed i miei sonni tremolanti e gelidi. Tutti quei pensieri senza nome prendono forma quando mi capita di notare dentro questa strana foresta di pietre e colori quelli come voi, cosi comodamente immersi in quei caldi abiti fatti di certezze, con quei sorrisi senza fame ne desideri alcuni se non per ciò che vi è superfluo.
Quando incrocio i vostri passi mi capita spesso di seguirvi un po’, lo faccio per assaporare quella vostra tristezza mascherata di felicità, per rubarla magari.
Seguendo le tracce che lasciate non immaginereste mai ciò che quelli come me vedono di voi.
Chi sono quelli come me? Forse avvolte notate un’ombra sul marciapiede, un cattivo odore accanto ai vostri passi, delle volte vi sarà certamente capitato di notare degli occhi sorridenti nella polvere; ecco, quelli siamo noi.
Ai vostri occhi come un’altra razza, lontana, come mescolata tra i grigi dissapori del mondo. Immaginateci come in fondo ad un pozzo profondo, “un pozzo pieno di randagi”, come lo chiamo io. Solo chi è capace di sporgersi pericolosamente può notarci, talvolta aiutarci.
Forse credete che un sorriso o una mano possano sollevarci da ogni sofferenza, li vedo i vostri volti soddisfatti mentre ci donate le vostre briciole di pane, la sento la vostra pace spesso decadente. Vi siete mai chiesti se questo nostro dolente destino si nasconda ai vostri così limitati sensi in quei luoghi dove non riuscite a vederci?
Continuo a guardarvi dal fondo del pozzo dei randagi, quel freddo, incerto, dolorosamente sincero, orribile e meraviglioso luogo intriso di calde giornate di brevi estati quanto di fredde e lunghe nottate d’inverno; mi piace guardarvi mentre tendete una mano d’aiuto per soddisfare il vostro appetito di soddisfazione. Siete così incapaci di sporgervi abbastanza da notarci, così vicini, ma così eternamente lontani. Guardate i vostri sconfinati campi di marmo e luci cangianti, continuate ad ascoltare le urla di chi lo abita, così facendo non sentirete mai le silenziose voci che dal buio di quel lontano pozzo urla e si dispera per una sola mano immersa nell’oscuro fuoco incapace di riscaldar la notte delle nostre vite.


giovedì, giugno 5
Uomini comuni per tempi incredibili.
...La legge dell'Ottava lega gli atomi alle stelle, le cellule alle galassie,
così che l'Onda di vita risuona nell'Universo in un'armonia divina,
in una sinfonia cosmica che Pitagora chiamò: "la musica delle sfere". Soliti e stroboscopici pensieri di vuoti riempiti...






















